Powered By Blogger

mercoledì 22 aprile 2009

CANCELLAZIONE DALLE CENTRALI DI RISCHIO

CANCELLAZIONE DALLE CENTRALI DI RISCHIO

Un consistente ritardo nel pagamento di qualche prestito comporta inevitabilmente all’iscrizione come "cattivi pagatori" nelle banche dati dei rischi finanziari.
A quel punto diventerà molto difficile ottenere nuovi finanziamenti e chi eventualmente li concederà pretenderà sicuramente un tasso più alto.
Purtroppo non c'è modo di ottenere la cancellazione della segnalazione. Anzi, bisognerà diffidare assolutamente di chi garantisce di poterlo fare, salvo che siano scaduti i termini per la conservazione dei dati (o si sia rimasti vittime di un raggiro).

Le annotazioni su circostanze antiquate non possono infatti essere mantenute all'infinito. In merito a ciò si è pronunciato il Garante della Privacy, stabilendo dei limiti di tempo per l'archiviazione, così determinati:

• Richieste di finanziamento in fase di istruttoria: 6 mesi
• Richieste di finanziamento rifiutate: 1 mese
• Ritardi di pagamento inferiori a due mesi, relativi al massimo a due rate: 12 mesi dalla regolarizzazione
• Ritardi di oltre due mesi o due rate: 24 mesi dalla regolarizzazione
• Morosità non sanate: 36 mesi dalla data di scadenza del rapporto.

La cancellazione dei dati dovrebbe avvenire automaticamente alle scadenze previste anche se spesso succede che le informazioni restano in qualche modo in circolazione.
In tal caso bisognerà verificare da dove sono provenute. Si tratterà necessariamente di una delle Centrali specificate nell'informativa rilasciata dal finanziatore al momento della richiesta del prestito.
Quindi si potrà pretendere la cancellazione dei dati, che andrà effettuata per iscritto con la modulistica messa a disposizione dalla società che amministra la banca dati o anche dalle associazioni dei consumatori.


per segnalazioni note o contatti visita il nostro sito www.finsab.it

CENTRALI DI RISCHIO FINANZIARIO

CENTRALI DI RISCHIO FINANZIARIO

In anni recenti la possibilità di indagare nei trascorsi finanziari di un cliente è stata amplificata a dai sistemi di informazioni creditizie approntati dalle cosiddette Centrali dei Rischi Finanziari.
Ne esistono di pubbliche, amministrate dalla Banca d'Italia, e di private come CRIF, che gestisce il sistema EURISC, o Experian.

Esse raccolgono una quantità enorme di dati provenienti dalla quasi totalità delle banche e delle società finanziarie, che riguardano:
• Richieste di finanziamento inoltrate e non ancora evase
• Importo dei finanziamenti (o degli affidamenti) concessi
• Pagamenti rateali avvenuti in ritardo e crediti in sofferenza
• Impegni di garanzia (fideiussioni).

Ogni volta che un cliente richiede un finanziamento le centrali vengono interrogate con sistemi automatici. Chi svolge l’attività di erogazione del credito può così conoscere tutti gli impegni finanziari in corso nonché eventuali irregolarità nella puntualità dei pagamenti. Si può addirittura sapere se la domanda di finanziamento è stata contestualmente presentata presso più istituti.
In questo modo il richiedente non potrà tenere nascosti eventuali impegni e, soprattutto, si potrà accertare la sua serietà in relazione ai finanziamenti già erogati.
Su quest'ultimo tema chi svolge attività di erogazione si dimostrano inflessibili, tanto da rinunciare facilmente all'operazione al primo rilievo di difficoltà nel pagamento anche di prestiti modesti.

Oltre alle ricerche presso le Centrali dei Rischi Finanziari la banca effettuerà le canoniche indagini relative ai protesti sebbene, con il graduale abbandono dei prestiti cambializzati, esse abbiano assunto minor significato.

per segnalazioni note o contatti visita il nostro sito www.finsab.it

martedì 21 aprile 2009

VALUTAZIONE DEI FINANZIAMENTI – SCORING

VALUTAZIONE DEI FINANZIAMENTI – SCORING

Fino a pochi anni fa la decisione di concedere un finanziamento era affidata quasi esclusivamente al direttore della filiale bancaria, delegato alla valutazione del rischio.
Naturalmente persone differenti consideravano diversamente il complesso della richiesta. Così era comune che il mutuo rifiutato da un direttore venisse poi approvato da un altro.
Oggi, al fine di ridurre la soggetività delle scelte in merito all’affidabilità creditizia di un individuo, si è messo a punto un programma software, chiamato Credit Scoring, costituito da un algoritmo che analizza i dati della richiesta e calcola la probabilità che il debitore risulti insolvente.
Il meccanismo procede alla determinazione di una sorta di punteggio (score) sommando o sottraendo punti assegnati a ciascuno degli elementi costitutivi della pratica.
Il peso attribuito a ciascun argomento dipende dalla sua importanza ed incide perciò più o meno significativamente sul risultato. Per esempio il rapporto tra mutuo e valore dell'immobile ha un significato rilevante. La disponibilità ad accreditare lo stipendio porta invece un beneficio modesto.
Viene considerata anche la storia creditizia degli interessati. Inutile dire che la rilevazione di debiti pagati in ritardo ha un effetto devastante.
Ecco comunque un elenco degli elementi più significativi presi in considerazione dal programma di scoring:
• Storia creditizia degli interessati al finanziamento
• Rapporto tra finanziamento richiesto e valore dell'immobile
• Rapporto tra rata e reddito
• Rapporto tra importo richiesto e reddito annuo
• Ubicazione dell'immobile
• Tipo di abitazione coinvolta (gradita la prima casa)
• Età dei richiedenti (favoriti gli ultratrentenni)
• Numero degli intestatari del mutuo (preferiti single o coppie)
• Anni di attività come dipendenti (ottimo se sono più di 15)
• Tipo di contratto di lavoro
• Destinazione del denaro.

per segnalazioni note o contatti visita il nostro sito www.finsab.it

lunedì 20 aprile 2009

T.A.N.

T.A.N.

Nei contratti di mutuo il Tasso Annuo Nominale gioca un ruolo fondamentale. Ciò perché il T.A.N. è il tasso più semplice a cui si possa fare riferimento. Rappresenta l'interesse annuo applicato ad un prestito, da riconoscere al finanziatore al termine dell'anno.
Va detto però che nei comuni piani di ammortamento di prestiti e mutui l'interesse non viene pagato tutto in una volta a fine anno, ma caricato su ogni rata in scadenza.
Questo avvantaggia il finanziatore che entra in possesso in anticipo degli interessi. Il Tasso Annuo Nominale rimane insensibile a questo fenomeno differendo in tal senso dal Tasso Effettivo (elemento costitutivo del TAEG).


per segnalazioni note o contatti visita il nostro sito www.finsab.it

martedì 14 aprile 2009

TASSO NOMINALE E TASSO EFFETTIVO

TASSO NOMINALE E TASSO EFFETTIVO

In matematica finanziaria il tasso può essere espresso come "nominale" o "effettivo".
Quest'ultimo valore tiene conto dell'eventuale anticipazione delle quote interessi nel corso dell'anno, aspetto non contemplato dal tasso nominale.
Trattando con tassi "annui" sarebbe infatti appropriato che il rimborso degli interessi maturati avvenisse in unica soluzione alla fine dell'anno.

per segnalazioni note o contatti visita il nostro sito www.finsab.it

lunedì 13 aprile 2009

T.A.E.G.

T.A.E.G.

Il T.A.E.G. (Tasso Annuo Effettivo Globale) si pone l'obiettivo di rappresentare nel modo più esaustivo ed esatto il costo di un finanziamento.
E’ un tasso puramente virtuale. Non viene infatti utilizzato per calcolare le rate. Piuttosto è un indicatore in grado di dichiarare il costo globale del prestito.
Il grande vantaggio del TAEG è il suo utilizzo ai fini comparativi. Confrontando il TAEG di due mutui si acquisisce immediatamente l'idea di quale costi di più e di quanto.


per segnalazioni note o contatti visita il nostro sito www.finsab.it

domenica 12 aprile 2009

I.S.C.

I.S.C.

La descrizione per esteso dell'ISC è esplicativa della sua funzione: "Indicatore Sintetico di Costo".
La definizione ha assunto significato più formale nel 2003 con una delibera del CICR (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio) cui è seguito un Provvedimento attuativo della Banca d'Italia che ne ha confermato il presumibile significato.
Precisando che l'ISC è "calcolato conformemente alla disciplina sul tasso annuo effettivo globale (TAEG)", è stato chiarito che dire ISC è come dire TAEG.
Quindi nell'ISC andranno ricomprese tutte le spese specificate dalla normativa del 1992 per il TAEG, ovvero:

1. gli interessi;
2. le spese di apertura della pratica di credito;
3. le spese di incasso delle rate (se stabilite dal creditore);
4. le spese per le assicurazioni imposte dal creditore, intese ad assicurargli il rimborso del credito in caso di morte, invalidità, infermità o disoccupazione del debitore;
5. il costo dell'attività di mediazione svolta da un terzo, se necessaria per l'ottenimento del credito;
6. le altre spese contemplate dal contratto.


per segnalazioni note o contatti visita il nostro sito www.finsab.it

venerdì 10 aprile 2009

LO SPREAD

LO SPREAD

Il termine italiano corrispondente a spread è scarto o margine. Ma la diffusione generale di tale termine non lascia spazio al vocabolo italiano.
Questo termine indica il ricarico che ogni banca o intermediario finanziario decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo.
Il principio è classicamente commerciale. L’intermediario finanziario o la banca compra il denaro ad un prezzo (in genere il tasso di scambio interbancario) e lo rivende alla sua clientela ricaricato di un margine di guadagno (spread).
Negli scambi tra banche il denaro ha una sua quotazione, il cosidetto Euribor di cui si è in precedenza trattato. Quello è il tasso, rilevato giornalmente, a cui la banca può comprare valuta, o anche venderla se ne dispone in eccesso.
E’ del tutto evidente che il denaro collocato presso il pubblico tramite un finanziamento ha necessariamente un prezzo maggiore (quindi un tasso più elevato).
Tale ricarico consente di compensare le spese di gestione della struttura creditizia, il maggior rischio connesso all’operazione e anche un utile per l’intermediazione. Questo incremento è chiamato appunto "spread".
Nel caso di mutuo a tasso variabile verrà perciò rimborsato ad un tasso stabilito con il criterio:
Euribor + spread
dove l'Euribor costituisce la componente variabile del tasso, mentre lo spread quella fissa, che resterà invariata per tutta la durata del mutuo.
Essendo solidamente garantiti dall'ipoteca i mutui sono gravati da modesti rischi di insoluto e consentono l'applicazione di spread molto bassi.
La media si attesta intorno all'1,60%. Si parte da offerte eccezionali intorno allo 0,70% per arrivare a punte del 3%, richiesto da banche che finanziano situazioni un po' più a rischio.
E’ evidente che la scelta di applicare uno spread più o meno alto dipende esclusivamente dalla volontà dell’intermediario o della banca e così si possono notare notevole differenze tra i prodotti offerti.
Anche per i mutui a tasso fisso si parla di spread. In quel caso costituisce la quota aggiuntiva applicata al parametro di riferimento IRS, in base al risultato dell'addizione:
IRS (di durata pari a quella del mutuo) + spread
Qui però lo spread servirà per calcolare il tasso una sola volta, il giorno della sottoscrizione del contratto di mutuo, perché in seguito il saggio di interesse non potrà più subire alcun aggiornamento.


per segnalazioni note o contatti visita il nostro sito www.finsab.it