Powered By Blogger

venerdì 10 aprile 2009

LO SPREAD

LO SPREAD

Il termine italiano corrispondente a spread è scarto o margine. Ma la diffusione generale di tale termine non lascia spazio al vocabolo italiano.
Questo termine indica il ricarico che ogni banca o intermediario finanziario decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo.
Il principio è classicamente commerciale. L’intermediario finanziario o la banca compra il denaro ad un prezzo (in genere il tasso di scambio interbancario) e lo rivende alla sua clientela ricaricato di un margine di guadagno (spread).
Negli scambi tra banche il denaro ha una sua quotazione, il cosidetto Euribor di cui si è in precedenza trattato. Quello è il tasso, rilevato giornalmente, a cui la banca può comprare valuta, o anche venderla se ne dispone in eccesso.
E’ del tutto evidente che il denaro collocato presso il pubblico tramite un finanziamento ha necessariamente un prezzo maggiore (quindi un tasso più elevato).
Tale ricarico consente di compensare le spese di gestione della struttura creditizia, il maggior rischio connesso all’operazione e anche un utile per l’intermediazione. Questo incremento è chiamato appunto "spread".
Nel caso di mutuo a tasso variabile verrà perciò rimborsato ad un tasso stabilito con il criterio:
Euribor + spread
dove l'Euribor costituisce la componente variabile del tasso, mentre lo spread quella fissa, che resterà invariata per tutta la durata del mutuo.
Essendo solidamente garantiti dall'ipoteca i mutui sono gravati da modesti rischi di insoluto e consentono l'applicazione di spread molto bassi.
La media si attesta intorno all'1,60%. Si parte da offerte eccezionali intorno allo 0,70% per arrivare a punte del 3%, richiesto da banche che finanziano situazioni un po' più a rischio.
E’ evidente che la scelta di applicare uno spread più o meno alto dipende esclusivamente dalla volontà dell’intermediario o della banca e così si possono notare notevole differenze tra i prodotti offerti.
Anche per i mutui a tasso fisso si parla di spread. In quel caso costituisce la quota aggiuntiva applicata al parametro di riferimento IRS, in base al risultato dell'addizione:
IRS (di durata pari a quella del mutuo) + spread
Qui però lo spread servirà per calcolare il tasso una sola volta, il giorno della sottoscrizione del contratto di mutuo, perché in seguito il saggio di interesse non potrà più subire alcun aggiornamento.


per segnalazioni note o contatti visita il nostro sito www.finsab.it

Nessun commento:

Posta un commento